NIS2 e scadenze 2026: perché l’Offensive Security è diventata un requisito strategico
Il 2026 rappresenta un punto di svolta per la Direttiva NIS2, recepita in Italia dal D.lgs. 138/2024. Dopo la fase di identificazione dei soggetti coinvolti, dal 2026 entrano pienamente in vigore gli obblighi operativi, i controlli dell’Autorità e le prime verifiche strutturate sul livello reale di sicurezza delle organizzazioni.
In questo scenario, la Offensive Security non è più solo una best practice, ma uno strumento chiave per dimostrare conformità e resilienza.
Cosa accadrà nel 2026 per la NIS2
A partire dal 1° gennaio 2026, le organizzazioni soggette a NIS2 sono chiamate a notificare tempestivamente gli incidenti di sicurezza significativi al CSIRT Italia, a dimostrare l’adozione di misure tecniche e organizzative adeguate e a mantenere costantemente aggiornate le informazioni sulla propria postura di sicurezza. Questo segna un vero cambio di paradigma: non è più sufficiente dichiarare la conformità alla normativa, ma diventa necessario dimostrare concretamente che le misure implementate funzionano davvero.
La NIS2 richiede un approccio basato sul rischio, che includa:
- protezione delle infrastrutture critiche;
- capacità di prevenire, rilevare e rispondere agli incidenti;
- continuità operativa;
- sicurezza della supply chain.
Tutte queste aree non possono essere validate solo tramite policy o checklist. Devono essere testate sul campo.
Offensive Security nello scenario NIS2
Servizi come Penetration Test, Vulnerability Assessment….diventano fondamentali per verificare l’efficacia reale delle misure di sicurezza adottate, individuare vulnerabilità sfruttabili prima che possano essere utilizzate da un attaccante, testare in modo concreto i processi di Incident Response richiesti dalla NIS2 e dimostrare, in caso di audit o ispezioni, un approccio realmente proattivo alla sicurezza. Nel contesto NIS2, l’Offensive Security è necessaria per misurare la resilienza complessiva dell’organizzazione.
Scadenze 2026 e controlli: perché agire prima
Il 2026 coincide con l’avvio della piena operatività dei controlli da parte dell’ACN, dal 1° gennaio 2026 sono diventati effettivi gli obblighi di notifica degli incidenti e di dimostrazione delle misure adottate tra gennaio e febbraio, sono previste le prime richieste strutturate di aggiornamento e conferma delle informazioni sulla piattaforma ACN, mentre entro ottobre le organizzazioni dovranno fornire evidenze concrete sull’implementazione delle misure di sicurezza richieste. Questo rende fondamentale muoversi per tempo, evitando approcci reattivi e interventi d’emergenza sotto pressione.
Offensive Security come investimento, non come costo
In un contesto regolamentato come quello introdotto dalla NIS2, l’Offensive Security si afferma uno strumento efficace di riduzione del rischio operativo e un elemento distintivo nei confronti di clienti, partner e stakeholder. Testare oggi significa evitare incidenti domani e trasformare un obbligo normativo in un vantaggio competitivo.
Per riassumere:
| Data | Cosa succede | Significato pratico |
| 1° gennaio 2026 | Obbligo di notificare gli incidenti | Pre-notifica entro 24h, dettagli in 72h, report finale entro 1 mese |
| 28 febbraio 2026 | Aggiornamento annuale ANAC | Conferma dati, ruoli e asset sul portale ACN |
| Aprile–maggio 2026 | Categorizzazione e aggiornamento asset | Linee guida, selezione IT/OT, riconferma domini e IP |
| Ottobre 2026 | Implementazione misure tecniche | Applicazione delle specifiche ACN: 37 misure per soggetti importanti, 43 per essenziali |
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